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Innovazione sociale: nuovi modelli di welfare locale in tempo di crisi e di cambiamenti

È a tutti evidente che la nostra società sta subendo dei profondi cambiamenti. Ed è altrettanto evidente che le risposte date dalle amministrazioni pubbliche non sempre sono adeguate ai nuovi bisogni delle comunità. Per averne una più chiara percezione basta percorrere le strade e le piazze delle città italiane (e in alcuni casi anche europee) di qualunque dimensione e latitudine. È piuttosto diffuso un decadimento dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi pubblici. La manutenzione del verde pubblico, la cura dei parchi e la raccolta dei rifiuti, per rimanere su quelli più tangibili, sono servizi sempre più scadenti e in alcuni casi assenti.

Nel caso dell’Italia le ragioni di questo decadimento si possono ricercare in tre fenomeni piuttosto diffusi:

– minore disponibilità nei bilanci comunali di risorse economiche

– gestione clientelare degli appalti spesso utilizzati per “gestire” il bacino elettorale

– assenza completa di controllo da parte dei dipendenti pubblici e del livello politico (quest’ultimo vincolato da patti non scritti sanciti nell’ambito del punto precedente)

Meno evidente alla vista, quindi meno percepito, è il decadimento dei servizi offerti nell’ambito del sociale e del welfare locale.

Gli attuali modelli organizzativi e le ridottissime risorse economiche a disposizione non riescono più ad offrire adeguate risposte alle problematiche legate al benessere e alla cura dei cittadini bisognosi di una maggiore vicinanza dei servizi di assistenza offerti dalle Istituzioni. 

Si ha bisogno di nuovi modelli di gestione e di offerta di servizi per il welfare locale che sfruttino le tante idee e le diverse soluzioni offerte dalla “innovazione sociale“, con un modello basato sul “pay for results“. I trasferimenti pubblici o le risorse pubbliche impiegate devono essere ben spese e legate ai risultati. Abbiamo abusato e sprecato troppe risorse pubbliche e le conseguenze sono sotto gli occhi e nelle tasche di tutti.

In questa evoluzione giocano un ruolo determinante le nuove tecnologie digitali e l’elevatissima penetrazione di smartphone nella popolazione. Una penetrazione, che per ragioni diverse e spesso banali, stanno raggiungendo anche fasce di popolazione che fino a qualche anno fa studi e ricerche pensavano non poter essere coinvolte da questa rivoluzionaria trasformazione.

Occorre, pertanto, saper fondere questi fenomeni ed i loro aspetti positivi, stando ovviamente attenti a circoscrivere e tenere sotto controllo gli aspetti negativi, per migliorare e potenziare i servizi offerti nell’ambito del welfare locale (e non solo in questo ambito) senza aumentare o appesantire la spesa pubblica. Occorre entrare nel merito e nei modelli di erogazione dei servizi offerti, con competenza, coraggio e visione politica, introdurre meccanismi di incentivazione che spingano i cittadini a diventare parte “attiva” del processo e coinvolgere soggetti no profit che operano nell’ambito della “innovazione sociale”.

È una sfida che dobbiamo giocare o saremo costretti a vivere in città con servizi pubblici locali, qualitativamente e quantitativamente, sempre peggiori.

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Crescenzo Coppola

Sono nato a Napoli nel 31 Avanti IPhone. Ingegnere e manager appassionato di Innovazione, ICT e Digitale. Chi vuole contattarmi può raggiungermi su twitter: @crescoppola

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