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Hai provato a scrivere “agricoltura marano di napoli” su Google? – 1

Che succede se provi a scrivere “agricoltura a marano di napoli” (anche senza la “a”)? Aspetta, non aprire ancora il link qui sotto. Prova prima ad immaginare. Per esempio, “azienda agricola tal dei tali”, “mercato agricolo”, “agriturismo” o “produzione e vendita diretta”. Magari un farmer’s market.

E invece no.

Scopri cosa succede cliccando l’immagine qui sotto.

Ricerca "agricoltura a Marano di Napoli"

Ricerca “agricoltura a Marano di Napoli”

Solo il primo risultato è relativo ad un’attività agricola (non visibile nella foto), mentre dal secondo risultato in poi è tutto un fiorire di compravendite, agenzie immobiliari e annunci di terreni in vendita.
Terreni in vendita, sissignore. Il suolo agricolo, alle nostre latitudini, entra in Google solo se può trasformarsi in suolo edificabile.  Insomma, se produce frutta od ortaggi che servono a mantenerci in vita non serve. Se al suo posto può nascere una palazzina di pessima fattura, che forse fra cent’anni non resisterà all’incuria del tempo, allora serve. Se consuma acqua che irriga e poi torna alla terra, no. Se erode la sabbia delle montagne e dei fiumi (che non si rigenereranno mai, a differenza dell’acqua), sì. Non so se è chiaro.

Dammi retta: è un brutto segno. Significa che nessuno più dà credito all’agricoltura, che l’economia agricola è oramai un fenomeno del tutto marginale, ma soprattutto che tutti terreni ancora coltivati sono già potenzialmente messi a valore. Preparati, pronti ad essere convertiti in suoli edificabili. Di fatto alberi, piante e frutti hanno i giorni contati. Cinque, dieci, vent’anni, forse. Il tempo che li separa dall’arrivo delle macchine del movimento terra (uno dei primi affari della camorra), dalle betoniere che riempiranno fondazioni, pilotis e massetti e che in pochi mesi daranno nuovi alloggi, nuovi garage, nuovi lastrici assolati. Insomma, scrivi “agricoltura marano di napoli” e trovi le speculazioni immobiliari. Certo, i risultati più pertinenti poi arrivano, e Google non è uno specchio fedele del territorio, però è una metafora abbastanza efficace dei percorsi che segue l’economia, e purtroppo qui l’agricoltura non ha più carte da giocare. Chi ha denaro da investire nella promozione della propria attività può permettersi di comparire nella prima pagina del celebre motore di ricerca; i risultati più rilevanti indicano un interesse diffuso, e neanche qui l’agricoltura ha più voce in capitolo. Anche questo è un fatto. Non so se è chiaro.

E allora che cosa dobbiamo fare? Google raccoglie ciò che succede sul web: non solo le attività economiche ma anche le conversazioni attorno ai più disparati temi di interesse della società. Per cui, domandiamoci meglio: che cosa esattamente è assente da Google quando digitiamo “agricoltura marano di napoli”? Vediamo prima i risultati nella seconda pagina.

La seconda pagina della ricerca "agricoltura marano di napoli"

La seconda pagina della ricerca “agricoltura marano di napoli”

Cominciano a comparire inserzioni di privati che rivendono macchine agricole, qualche azienda a conduzione familiare e poi di nuovo le agenzie immobiliari. Ecco, ciò che è assente è il racconto del territorio, la sua storia, la sua dimensione anche fisica. Prima di andare avanti, però, un’eccezione davvero stupefacente te la voglio far notare: quella dell’azienda agricola “De Biase”. Recita una scheda che ho trovato (quella che inizia con “BOBIBIO):

Piero Napolano è nato, vive e lavora nell’azienda agricola di famiglia sita in Marano di Napoli. L’azienda “De Biase”, è tra le più antiche presenti sul territorio e ad oggi, rappresenta una delle pochissime realtà rurali sopravvissute allo scempio edilizio subito dal territorio maranese negli ultimi trenta anni.

Agricoltura sinergica, permacoltura, gruppi di acquisto solidale. Tutto questo a Marano! Sì, però se dalla ricerca testuale passiamo a quella per immagini l’illusione che qui finalmente si raccontino le campagne svanisce presto quando si va a verificare in quali siti sono ospitate le immagini. Immagini? E che immagini! Ecco qua sotto un’istantanea della prima parte dei risultati: la maggior parte dei campi fotografati è coltivata. Questa è la prova che purtroppo avevo ragione: orti, vigneti e frutteti sono già virtualmente messi a reddito mentre ancora risultano coltivati. Il che equivale a dire che hanno i giorni contati.

Il che significa che il verde agricolo che vediamo oggi potremmo non vederlo più, e che le scelte sono già state compiute oggi. Un destino segnato, a meno che non decidiamo tutti insieme di volerlo cambiare.

Come? Cominciando, appunto, a mostrare queste campagne, a renderle visibili. Raccontarle potrebbe essere un’idea. Visitarle, organizzandosi con i proprietari, un’altra. Una terza possibilità, oltre che un gesto concreto, quella di acquistare i loro prodotti. Sostenendo non semplicemente i prodotti genuini, ma la dignità e l’importanza del lavoro manuale di chi ancora resiste. Perché una zappa, quando dissoda il terreno, presidia tutto il territorio circostante, si prende cura del nostro futuro, delle nostre vite.

Non so se sono stato chiaro.

La stessa ricerca, questa volta per immagini anziché testuale.

La stessa ricerca, questa volta per immagini anziché testuale.

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Francesco Panzetti

38 anni, sono laureato in archeologia romana. Sono stato libraio, editore, organizzatore di eventi e responsabile comunicazione e marketing di Archeologia Attiva. Attualmente, come consulente in User Experience Design, mi occupo di applicazioni mobile e marketing territoriale.

1 comment for “Hai provato a scrivere “agricoltura marano di napoli” su Google? – 1

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