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Rivoluzione digitale: una grande opportunità per l’Italia

Italia digitaleIl digitale rappresenta una grande opportunità per il rilancio dell’Italia in Europa e nel mondo. Abbiamo bisogno di una spinta forte che veda coinvolti in questa importante sfida le istituzioni, gli enti regolatori, i cittadini e le imprese. L’Italia è sempre stata fino alla fine dell’Ottocento un luogo in cui Innovazione e Talento si fondevano e davano vita ad importanti risultati nel campo della Tecnica, della Ricerca, dell’Economia e del Sapere.
Per poter giocare da protagonisti questa partita occorrono coraggio, determinazione e importanti risorse economiche e umane. Bisogna fondere, quindi, competenze e talento per ottenere significativi risultati dal punto di vista occupazionale ed economico.
La rivoluzione digitale, dopo quella del WEB degli ultimi 20 anni, è traversale ed interesserà tutto e tutti. E’ ormai diventata una trasformazione diffusa, orizzontale e sta toccando tutti gli ambiti economici, sociali e istituzionali. Il digitale ha, infatti, impatti sulla crescita e la competizione delle imprese, grandi e piccole, sul buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e sulla qualità di vita e la salute dei cittadini.
Per vincere questa sfida difficile, ma al tempo stesso intrigante e interessante, abbiamo bisogno di competenze e di distribuire nel tessuto sociale e imprenditoriale italiano una cultura del digitale. Occorre, in altre parole, un cambio di cultura. Non bastano solo gli investimenti in infrastrutture, non bastano solo autostrade a sei corsie per il trasporto dei bit, ma occorrono tanti buoni autisti in grado di guidare le “automobili” del progresso, della crescita e dello sviluppo digitale. Le direttrici su cui muoversi sono pertanto due: le infrastrutture digitali e la cultura.
Sul piano delle infrastrutture digitali abbiamo bisogno di un Paese in cui la banda larga (ultrabroadband) fissa e mobile raggiunga tutto il territorio, anche e sopratutto le aree cosiddette “a fallimento di mercato”. Abbiamo bisogno di una burocrazia snella e veloce che abbassi notevolmente i tempi per la realizzazione di reti in fibra ottica e renda più capillare la copertura radiomobile. Occorre rivedere alcune limitazioni nell’ambito delle emissioni elettromagnetiche. In UE, infatti, il limite medio è di 40-60 Volt/metro contro i 6 V/m delle norme italiane. Tale limite entrò in vigore nel 1998 e, all’epoca, gli operatori radiomobili non protestarono anche se il valore imposto era notevolmente inferiore a quello previsto dalle norme internazionali perché in quegli anni l’ipotesi di co-siting non era ancora presa in considerazione e la tecnologia utilizzata era unica (GSM). Con l’evoluzioni del mercato delle TLC, del radiomobile e con la diffusione del 2G, 3G, 4G e, di recente, del 5G, il problema del rispetto dei limiti è diventato via via sempre più sentito e diffuso e, oggi, può rappresentare un “freno” per lo sviluppo dell’economia e del digitale. Occorre, pertanto, aprire una discussione politica per una rivisitazione della normativa italiana e dei limiti troppo restrittivi rispetto a quelli europei. Non farlo potrebbe significare non competere alla pari con gli altri Paesi.
Sul piano culturale, infine, dobbiamo investire sempre di più in Ricerca e Innovazione; dobbiamo puntare sul Capitale Umano. Le Università e i Centri di Ricerca e di Eccellenza devono sempre più collaborare con le Imprese e con i grandi player di mercato nel campo del digitale e dell’Innovazione, per iniettare nel sistema paese competenze e modelli di sviluppo del digitale che favoriscano la digital transformation sia in ambito Pubblico sia in ambito Privato. Dobbiamo puntare sulla smart economy, sull’industria 4.0, sulla smart agriculture, sui beni culturali e sul turismo innovativi, sul food di qualità e su tutti quei settori nei quali l’Italia rappresenta da sempre un punto di riferimento in Europa e nel mondo.
Occorre, però, fare presto, non lasciarsi scappare questa occasione. Tentennare in questa fase non è consentito, sono in gioco il futuro dell’Italia, le opportunità occupazionali delle prossime generazioni e il ruolo che giocheremo nel mondo nei prossimi decenni.
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Crescenzo Coppola

Sono nato a Napoli nel 31 Avanti IPhone. Ingegnere e manager appassionato di Innovazione, ICT e Digitale. Chi vuole contattarmi può raggiungermi su twitter: @crescoppola

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