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Collettore di idee e di energie vive, un luogo in cui le volontà si incontrano e si incarnano in progetti reali e concreti.

Social leadership e nuovi modelli di governo delle città

Ormai ne parlano tutti. Spesso, quando giro per strada ed incontro persone, mi capita di affrontare questioni e di discutere su problematiche che riguardano la comunità. Un po’ lo faccio per passione, un po’ per deformazione personale. Accade, così quasi per caso, che spunta nei discorsi il concetto di smart city. Tutti, per le ragioni più varie, abbiamo voglia e bisogno di città più intelligenti. Ma qual è la definizione di smart city più vicina alla realtà? Quella che più mi convince e che ho fatto mia è la seguente: una smart city è una città nella quale persone e tecnologie si incontrano e si integrano, senza confondersi, per trasformare le cose più complesse in cose semplici e per rendere la qualità della vita dei cittadini migliore. Una definizione piuttosto semplice che ha al suo interno le parole su cui ogni amministratore pubblico e manager pubblico dovrebbero riflettere prima di dedicarsi temporaneamente (non per tutta la vita e per tutte le stagioni) al governo di una città. Le parole sono: #persone, #trasformare, #complesse, #semplici, #qualitàdellavita. Le #persone prima di tutto. Non c’è trasformazione, cambiamento e innovazione se alla base di ogni scelta e di ogni decisione non mettiamo le #persone e i loro interessi. Le #tecnologie rappresentano semplicemente il mezzo attraverso il quale tutelare l’interesse collettivo ed il benessere, non solo economico, delle #persone. Tutto ciò passa per una #trasformazione che non può essere improvvisata o subita, ma deve essere cavalcata e guidata attraverso le tipicità e specificità storiche, culturali ed economiche del territorio e della comunità in cui la si vuole realizzare. Le smart city richiedono progettualità e visione di medio e lungo periodo. La #complessità dell’equazione che è alla base di questa #trasformazione riunisce discipline tradizionali incentrate sullo spazio – architettura, pianificazione, design – con quelle incentrate sulla tecnologia – ingegneria informatica, elettronica, etc. – e le discipline legate all’interazione uomo-macchina. Nonostante questa vastità di discipline, spesso anche #complesse, occorre affrontare e dare risposte ai bisogni delle persone con risultati tangibili e #semplici, affinché i cambiamenti in atto abbiano un effetto positivo sulla #qualitàdellavita delle persone.
Prima di affrontare il tema dei nuovi metodi di governo delle città, vorrei soffermarmi su 4 numeri: 2,50, 75 e 80. In questi numeri è racchiusa tutta l’importanza delle trasformazioni in atto e il bisogno di approcciare il governo delle città in maniera completamente diversa da come si è fatto fino ad oggi. Approcci che purtroppo non trovano affinità con le persone e, spesso, creano un distacco sempre più forte con i cittadini che, inascoltati, si disinteressano della Politica e di chi la rappresenta.

Le città coprono approssimativamente il 2 per cento della superficie terrestre ed ospitano il 50 per cento della popolazione mondiale. Rappresentano il 75 per cento dell’energia consumata e l’80 per cento dell’anidride carbonica emessa. Numeri che devono indurre ogni amministratore pubblico e manager a riflettere.

E’, evidente, infatti l’importanza del buon governo delle città per l’importanza che queste ultime hanno sulla vita e sull’equilibrio dell’intero sistema planetario.

Ritorniamo però al tema da cui siamo partiti: le smart city. Assistiamo negli ultimi tempi, anche grazie alla diffusione degli strumenti social e del web 2.0, ad un proliferare di dati raccolti da cittadini che diventano sempre più generatori di contenuti. Tanti sono, infatti, i dati raccolti attraverso foto, video, tweet, post. Tutti questi dati, ormai, riempiono le bacheche di politici, amministratori pubblici, manager pubblici, amici, conoscenti ed estranei. Siamo sommersi da dati. Secondo alcune statistiche tutti i dati prodotti dalla umanità fino al 2003 sono pari a ciò che oggi produciamo in un paio di giorni. Mi pare una affermazione piuttosto forte ma rende chiara la dimensione dei dati oggi disponibili. Occorre trovare il modo per utilizzare, in maniera intelligente, questa grande quantità di dati e adeguare il metodo con cui si governano e si amministrano le città. Occorrono persone che abbiano competenze politiche, ma anche conoscenza delle tecniche e dei fenomeni che hanno trasformato e stanno influenzando le vite delle persone. Occorre saper governare ed amministrare le città secondo modalità innovative e in grado di ascoltare e costruire relazioni non solo verso l’alto, ma anche e soprattutto verso il “basso”. In questo nuovo modello di governo delle città giocano un ruolo importante le tecnologie dell’informazione e la Rete. L’unica via per progredire sulla strada dell’innovazione è lavorare in gruppo con persone provenienti da aree disciplinari e ambiti professionali differenti per cercare insieme di risolvere grandi problemi della nostra epoca. Per affrontare problemi come il cambiamento climatico, le emissioni di anidride carbonica, la trasformazione del mercato del lavoro, l’internazionalizzazione dei mercati abbiamo bisogno, necessariamente, di non fare più le stesse cose pensando di ottenere risultati diversi. Lo diceva Einstein più di cento anni fa e ad uno come lui non possiamo non credere. E le sfide dei tempi non consentono più tentennamenti. Occorre agire.

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Crescenzo Coppola

Sono nato a Napoli nel 31 Avanti IPhone. Ingegnere e manager appassionato di Innovazione, ICT e Digitale. Chi vuole contattarmi può raggiungermi su twitter: @crescoppola

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